DALLE MARCHE AL VENETO. I MANARDI NEL ‘500 E ‘600.

DA GUERRIERI A CERAMISTI.

          

Venerdì 28 aprile alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Amandola, si è tenuta la conferenza “Dalle Marche al Veneto. I Manardi nel ‘500 e ‘600 da guerrieri a ceramisti”. La conferenza è stata dedicata a un’illustre famiglia del territorio di Amandola emigrata nel nord della Penisola dove, ancor prima della rivoluzione industriale, diede vita ad una delle più importanti fabbriche di ceramica d’Italia.

 

 

 

Infatti un’attività produttiva ininterrotta è documentata a Bassano del Grappa a partire dal Seicento, con la presenza della famiglia Manardi che dal 1669 ottenne dal Senato Veneziano l’esclusiva per la produzione dei “latesini” in tutto il territorio della Repubblica per i successivi 25 anni. Quando i Manardi non ripresentarono più la loro richiesta di privilegi al Governo della Serenissima, il Senato si vide costretto ad emanare un decreto nel quale si promisero privilegi a chiunque avesse prodotto terraglie, porcellane, maioliche.

Nessun ceramista del territorio della Repubblica era riuscito a emulare la finezza dell’impasto, la ricchezza del decoro, la brillantezza dello smalto delle maioliche dei Manardi. Nel 1744 i Manardi chiusero la loro fabbrica.

Tutte queste vicende, nonché una dotta illustrazione del modo di preparare i manufatti, sono state esposte dal Dott. Nadir Stringa, discendente da illustre famiglia di ceramisti e soprattutto maggior esperto italiano della ceramica, che è arrivato appositamente dal Veneto ad Amandola per un evento che si preannuncia di grande spessore culturale. All’interno della Sala Consiliare sono stati esposti, per l’occasione, antichi vasi da farmacia provenienti da collezioni private. L’evento è stato promosso dal “Centro Culturale DINOS” di Amandola, dal Comune Amandola e dalla famiglia Manardi.

Il Dott. Nadir sulla destra con al centro il Presidente Andreozzi e sulla sinistra il Sindaco Treggiari

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